L'assessore regionale alle Attività produttive, Politiche dell'Impresa,Innovazione Tecnologica, Vincenzo Folino, proporrà alla Giunta di ritirare il "Bando per l'integrazione dei fondi rischi delle cooperative e dei consorzi fidi aventi sede legale e/o operativa nella Regione Basilicata" che, nella formulazione approvata dalla Giunta regionale il 21 maggio 2007,  "non consente di raggiungere l'obiettivo condiviso di operatività dei Cofidi e non risponde pienamente alla più generale esigenza di accesso al credito delle imprese".
Lo si è appreso al termine dell'incontro che l'assessore ha avuto oggi con i rappresentanti delle associazioni imprenditoriali Cna, Confindustria e Confartigianato, che insieme al Cofidi Basilicata ed alle altre associazioni del territorio avevano chiesto la revoca del provvedimento. L'assessore ha contestualmente definito un calendario di consultazione e concertazione con i Cofidi "per individuare strumenti innovativi e concretamente efficaci a sostegno delle imprese, da mettere a punto entro il mese di settembre 2007".
L'uscita della Regione Basilicata dall'Obiettivo 1 - ha affermato l'assessore nell'incontro con le associazioni imprenditoriali - e la prospettiva di Basilea 2, che sta rivoluzionando il mercato del credito, impongono una profonda riflessione sugli strumenti utilizzati fino ad oggi per favorire lo sviluppo locale e garantire un uso più efficace delle risorse disponibili. L'accesso al credito riveste un ruolo centrale in qualsiasi processo di crescita che voglia considerarsi duraturo e sostenibile. Oggi ci troviamo di fronte ad un aumento dei vincoli finanziari allo sviluppo delle piccole e medie imprese, alla mancanza di strumenti alternativi al credito, o alla sostanziale inaccessibilità per le imprese di dimensioni minori, e ciò può privare le pmi di un elemento essenziale per realizzare le proprie ambizioni di crescita".
"In tale contesto - ha concluso Folino -  emerge, in tutta la sua rilevanza, il ruolo che i Cofidi, prestando garanzie valide ai fini della mitigazione del rischio di credito e dunque della riduzione dell'accantonamento di capitale e del prezzo dei crediti, potranno svolgere per attenuare i possibili effetti negativi di Basilea 2".

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