Nessuna “minaccia” ai responsabili della Daramic di Tito, e nessun “do ut des” da parte della Regione. Ma soltanto “il normale esercizio delle funzioni di un amministratore regionale, impegnato quotidianamente nell’affrontare le situazioni di crisi dell’apparato produttivo, che ha il dovere di tutelare il lavoro e l’ambiente”. E’ la risposta dell’assessore alle Attività produttive, Vincenzo Folino, alle accuse mosse dal consigliere regionale Michele Napoli a proposito dell’incontro tenuto ieri con i responsabili della Daramic di Tito.

“Di fronte all’esercizio spietato delle convenienze delle multinazionali – afferma Folino ritornando sulla riunione di ieri – che sempre di più spostano verso il centro – nord le produzioni di qualità e verso il sud – est asiatico le produzioni di scarso valore, a danno del Mezzogiorno e della Basilicata, nel caso specifico ho semplicemente fatto presente al general manager della Daramic, Pierre Hauswald, che l’annunciata chiusura dello stabilimento di Tito comporterebbe delle complicazioni, perché è in corso una attività di bonifica ambientale dell’area. Gli ho inoltre rappresentato che per la Regione Basilicata e per i sindacati è inaccettabile che un programma di ristrutturazione aziendale, certamente legittimo, tenga conto però solo degli aspetti economici e trascuri il fatto che in caso di chiusura l’azienda lascerà sul territorio disoccupazione ed un carico di inquinamento ambientale”.

“Non c’è quindi nessuno scambio – afferma ancora Folino rivolto a Napoli – perché la Regione Basilicata ha sempre messo al primo posto le azioni di tutela ambientale, che peraltro in questo caso partono da un’autodenuncia di cui è stato dato atto al management della Daramic, alla quale è seguito un programma di bonifica, tuttora in corso, che viene attentamente monitorato dal Dipartimento Ambiente della Regione e dal Ministero dell’Ambiente. E proprio in ragione di questa attività di bonifica in caso di chiusura dello stabilimento la Regione, anche attraverso il Ministerro dell’Ambiente, dovrebbe attivare tutti gli strumenti utili per ottenere il risanamento ambientale dell’area, con evidenti oneri a carico della Daramic”.

“Segnalo, inoltre – conclude Folino – che i Dipartimenti Ambiente e Attività produttive della Regione Basilicata, insieme ai ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico, stanno lavorando da tempo, ai sensi del decreto legislativo n. 152/2006 alla definizione del programma per il recupero economico produttivo di siti industriali inquinati di interesse nazionale, che come è noto in Basilicata sono appunto l’area di Tito e la Val Basento. Anche se il consigliere Napoli, così impegnato a creare confusione e ad alimentare polemiche sterili e francamente inutili, sembrerebbe non esserne informato”.

Da Twitter