Per rispetto dei numerosi colleghi intervenuti, chiudiamo la fase di dibattito generale per le osservazioni che sono venute avanti e poi, ovviamente, nell’esame di merito specifico del disegno di legge, del maxi emendamento della Giunta, degli emendamenti dei Consiglieri, si proseguirà in una interlocuzione più di dettaglio, così come anche richiesto dalla opposizione.

Partendo da quest’ultima richiesta, giusta e sacrosanta, alla quale la Giunta non si sottrae, verrebbe da dire però che l’appesantimento che non normalmente si fa in sede di assestamento è mal comune mezzo gaudio, nel senso che non riguarda tanto o solo la  Giunta, riguarda molto anche i Consiglieri di maggioranza e, perché no, come è giusto che accada, anche i Consiglieri di opposizione, che al di là della critica politica hanno tutto l’interesse legittimo a tentare di modificare alcune cose o aggiungerne altre.

Per cui, trovo un po’ eccessivo il tono a volte scandalistico dove sembra che chissà che cosa si faccia nell’assestamento di bilancio. C’è qualche norma eccessiva, qualcosa in più, perché magari vi è una qualche necessità perché l’assestamento di bilancio cade proprio alla vigilia della pausa estiva, ma tutto sommato siamo di fronte a norme in gran parte attinenti o a norme ripetitive, così come è stato richiamato, che sono tali perché in qualche maniera, in alcuni casi sono assolutamente necessariamente ripetitive, a cominciare dal ripiano delle aziende sanitarie locali, perché come voi sapete e come abbiamo più volte discusso anche in sede di commissione, vi sono due filosofie, una che è quella che hanno spesso adottato molte Regioni e cioè della implementazione dei servizi in corso d’opera di un deficit di bilancio a fine anno molto consistente ed è una questione che interessa in generale la sanità italiana di molte regioni che ovviamente mettono i ticket dopo aver assorbito anche loro l’IRAP e l’IVA  e che nel caso della Basilicata invece è molto molto contenuto. Come i Consiglieri sanno, è assolutamente complicato mantenere ferma la spesa prevista dal bilancio di previsione, perché in corso d’opera, in corso dell’anno vengono fuori nuove necessità, vengono messe in campo anche nuovi servizi, quindi non deve spaventarci in generale il fatto che hai un incremento della spesa a consuntivo rispetto al preventivo, se mai bisogna ragionare sulla qualità della spesa e sulla qualità dei servizi, perché potrebbe esserci un incremento… anzi, in alcuni casi, se proprio vogliamo continuare a limitare la emigrazione sanitaria ed aumentare l’immigrazione sanitaria, anche in alcuni ospedali di frontiera, da Policoro a Matera a Lagonegro o a Melfi o allo stesso  San Carlo, che è un punto di eccellenza e sarebbe un torto a quegli operatori dire… o agli operatori sanitari in genere, pur nella legittimità della critica che qui viene esposta, ma insomma dire che la sanità lucana non funziona è oggettivamente un peccato. Che deve migliorarsi, sì, che bisogna continuare a riconvertire il modello sì, ma è sostanzialmente una sanità che è attenta ai bisogni dei cittadini e che ha anche segnato di recente un punto a favore nella trasformazione del CROB in Istituto di Ricerca scientifica.

Così come ci sono provvedimenti ripetitivi, quale quello della messa in sicurezza delle strutture private. Anche qui  c’è una delicatezza, perché se si dice: “Non si proroghi più” o qualcuno dice: “Ma stiamo prorogando questa volta con una norma perentoria” e qualche altro dice: “Ma sai, proprio perché è perentorio si è ritirato il disegno di legge” io vorrei richiamare, anche qui nell’ambito dei rapporti corretti tra maggioranza ed opposizione, nel momento di confronto che avviene come è giusto che sia in questa Aula, a convincerci reciprocamente e cioè se è un provvedimento che va assunto e in quali termini, anche per evitare, come ha detto il consigliere Lapenna di trovarci poi a fine anno con necessità impellenti, con problemi che possono essere di tipo occupazionale per quelle strutture e alla fine potrebbe accadere che per essere più realisti del re si finisce per essere poi completamente lassisti.

Sono temi e questioni, nodi, che riguardano l’andamento del nostro paese ed anche della nostra regione, ai quali bisogna mettere un punto fermo con un’assunzione di responsabilità precisa, perché in questa Aula, ed è anche legittimo che ci sia, che ciò sia, si esprimono lobby grandi e piccole, molte volte un po’ scalcagnate, di tutti i settori economici, sociali, politici. D’altra parte, se questa Aula rappresenta la società lucana è evidente che qui c’è un confronto rispetto a queste questioni.

Quindi, come dire, qualcosa di eccessivo da questo emendamento,dal maxi emendamento sarà ritirato dalla Giunta, credo quello sulle stoppie, mi pare che siamo d’accordo perché sia ritirato, quello sulla cittadinanza solidale che porta in capo alla Regione viene ritirato, poi si rimanda ad altri provvedimenti, resta il cuore, alcune questioni che sono state sollevate e che meritano una interlocuzione ed una risposta, come è giusto che accada, da parte del governo al Consiglio ed all’opposizione su alcune faccende delicate.

Tra queste vi è sicuramente quella della Metapontum Agrobios, che però non possiamo liquidare a cuor leggero o semplicemente con quel tratto di antipolitica che caratterizza in questa epoca molte posizioni, ma mi pare che anche nella critica dura dell’opposizione sia venuto fuori, con la dovuta attenzione, perché siamo di fronte ad una società che è stata concepita molti anni or sono, che certamente si trova un po’ demodé rispetto ad una politica che deve vedere lo Stato, la Regione un po’ ritratta su questioni di un certo tipo e molto più del privato, d’altra parte è proprio il caso nel quale vi è stato un tentativo di chiamare in campo un socio privato che poi se n’è andato perché c’è anche una difficoltà nel passaggio della ricerca pura, come dire, larga a una ricerca applicata, a una ricerca che produce soldi.

Collega Di Lorenzo, il problema qual è? E’ che noi in questo benedetto assestamento, ci mettiamo a fare discussioni articolate, ampie che meritano per ogni punto una discussione seria e vera, perché come sappiamo la faccenda della ricerca e la relazione tra Università, centri di ricerca, industria, trasferimenti di tecnologia è una materia complessa sulla quale l’intero paese è in ritardo, sulla quale ancora una volta da destra e da sinistra si fanno liti improduttiva.

Allora il caso Agrobios è un caso delicato perché si può partire della considerazione che vi è un deficit notevole, ma questo deficit ovviamente è molto ascrivibile alla presenza di un certo numero di persone che erano ricercatori, che sono in parte ricercatori, ma che certamente sono un bacino di competenza qualificato che a un certo punto, anche per effetto della Bersani si è trovato in una incertezza, è una struttura  che svolge dei servizi avanzati e qualificati in house per la Regione, ma guardate, trattasi di servizi che bisogna pure svolgere.

E’ evidente e chiaro che sia rispetto al modello di governo e di funzionamento della società, sia rispetto al piano industriale, al piano delle attività sui costi, potrebbe non dispiacere l’investimento regionale, ma non come ripiano della perdita, ma come servizi che possono servire a cadere, quindi è evidente che al punto in cui si è trovato il governo regionale, cioè di fronte, prima ad una perdita più contenuta, poi di fronte ad una perdita sostenuta ci si trova di fronte ad una scelta di ricapitalizzare la società perché altrimenti la Regione dovrebbe investire quelle risorse ugualmente per far fronte ai crediti e per poter decidere, senza mettere a repentaglio né le 90 unità lavorative, né i servizi che questa società in parte svolge, poter decidere rapidamente nei prossimi mesi, la missione, la funzione il piano industriale.

Spero di poter convenire in particolare con il collega Pagliuca che un piano industriale degno di tale nome, viene normalmente redatto da una struttura competente a redigere un piano industriale.

Viene redatto per incarico della società per azioni, della società operativa, ancorché partecipata in tutto o in parte dalla Regione e viene ovviamente approvata l’azionista. Viene anche pre-indirizzato all’azionista. Se l’azionista è la regione ed è il Presidente della Giunta che rappresenta la Regione è evidente che quel piano industriale deve essere approvato dalla Regione, dalla Giunta, dal Consiglio o approvato dalla Giunta e discusso in Consiglio e poi se ne discute anche negli anni succediti della attuazione di questo piano industriale.

Così, io vedo analogamente la vicenda SEL perché noi abbiamo più volte discusso e deciso che la società energetica lucana debba agire a 360°, ovviamente il problema è che deve agire a 360° nel rispetto delle norme che sono molto articolate e complesse nel campo della energia, che dovrà fare valutazione tecniche ed economiche adeguate e alla fine dovremo sì dibattere e discutere. Ora l’aumento di capitale sociale non è che serve per fare il piano industriale o serve per cose di questo tipo le cose che ci diciamo, serve semplicemente per dare più forza e più autorevolezza e più credibilità e più fiducia ad un’operazione che è una scommessa rischiosa indubbiamente, ma che è l’unica che ci può portare a mettere insieme gli assetti che abbiamo dagli accordi con le compagnie petrolifere con la possibilità di fare altre azioni anche di commercializzazioni che ci consentono di poter arrivare ad un abbassamento dei costi di produzione dell’energia a regime in favore di tutti, famiglie ed imprese, poiché come abbiamo visto altre strade possono essere valide in un momento, a cominciare dalla bolletta del gas che tuttavia è un grande segnale che presenta le contraddizioni che sono state rilevate e che non sono facilmente risolvibili, anche dal punto di vista delle norme, salvo a dire, diamo un contributo a tutti, ma che è cosa diversa, o siamo di fronte a norma complicate, annunciate legittimamente in campagna elettorale, ribadite legittimamente in ordine del giorno e mozioni, ma tutti sappiamo poi la complicazione delle cose  per cui è singolare che da questa parte non si strumentalizzi con una certa facilità queste faccende e lo si faccia dall’altra parte.

Discutiamo seriamente di che cosa si debba fare e prendete atto, io ovviamente il capogruppo del mio gruppo, Restaino, sul piano politico ha abbondantemente interloquito con l’opposizione, io sono tra quelli che pensa che bisogna assolutamente stare sui problemi e sulle cose, che le campagne elettorali a un certo punto finiscono e chi si trova al governo o all’opposizione da una parte o dall’altra deve lavorare per risolvere i problemi e ognuno di noi risponde per la soluzione più o meno minimale di qualche problema.

Vengo al punto più delicato, cioè la relazione che è stata posta in maniera eccessiva, onestamente, in questa sede, cioè l’assestamento di bilancio dove voi fate discendere la estraniazione dell’economia, le difficoltà che ci sono e che hanno un insieme di origine, questo è venuto fuori dai colleghi Tisci e Napoli, con ragionamenti che certamente hanno un rilievo e un peso nell’interlocuzione politica ma che sono eccessivi rispetto al tema.

Sono eccessivi rispetto al tema perché né l’assestamento di Bilancio né il Bilancio e forse nemmeno il POR e il DUP che sarebbe la sede dove fare questa discussione hanno la forza per poter incidere sulle questioni che abbiamo detto, sono una componente nelle questioni che abbiamo detto, ma l’analisi, le problematiche e anche le soluzioni più complessive rispetto ai temi dello sviluppo, agli stessi temi della qualità urbana, del rafforzamento dei sistemi urbani che è una condizione indispensabile per avviare processi di sviluppo in una regione che ha 600 mila abitanti così dispersi sul territorio, non sono cose che possiamo sovraccaricare sull’assestamento di bilancio che è un atto prevalentemente tecnico, né possiamo sovraccaricarlo sul tema dei residui attivi e passivi.

Molti di voi che sono stati consiglieri Comunali sanno perfettamente che quando parliamo di residui attivi, non necessariamente parliamo di entrate non andate a recuperare, ci sono anche quelle, ma sono una parte minima, c’è un meccanismo più grande che si ripercuote a catena proprio rispetto ai residui passivi, in cui eccesso di residui passivi dei Comuni, delle Regioni e dello Stato che noi siamo bravissimi a fare liti e polemiche quando si deve decidere qualcosa che molte volte quello che si decide, più funzioni di valutazioni politiche, ma non è fondato su analisi e procedimento tecnicamente validi che difficilmente ci sono analisi, costi e benefici nei progetti che si vanno a mettere in campo e il risultato finale ovviamente, per questa ragione, ma anche per l’altra che dirò tra un secondo, ti portano ad un rallentamento della spesa fino al punto che c’è chi arriva e con grande maestria, qual è l’attuale Ministro dell’Economia, con tanta maestria, anche comunicativa, utilizza queste faccende per risolvere problemi di cassa e magari per agitarle politicamente contro le regioni e questa cosa funziona per certi versi ma deve portare ad una reazione delle Regioni per altri versi e penso in particolare ai fondi FAS.

La ragione per cui troviamo una lentezza delle spese anche nei programmi o nei progetti di sviluppo o di sostegno alle imprese nei vari settori, è un’altra ragione ancora più articolata e più profonda.

E’ una ragione che in parte sta nel fatto che l’economia che sta rallentando da anni nel rallentare porta fuori mercato i processi produttivi o le strategie di mercato e quindi è evidente che chi aveva intenzione di fare degli investimenti, degli ammodernamenti non li fa perché nel frattempo sta cambiando il mercato, certo che in questa faccenda c’entra anche e soprattutto la lentezza con la quale la Pubblica Amministrazione mette in campo questi procedimenti, ma… ed ecco perché fino a quando in questo paese non abbiamo il coraggio di prendere i problemi e non di utilizzarli da una parte e dall’altra giusto per fare quello che è giusto, cioè la politica non ce la faremo, perché poi quando diciamo queste cose non ci dobbiamo contraddire e ci dobbiamo porci il tema della finalizzazione della spesa, della qualità della spesa e non possiamo cavarcela semplicemente dicendo: “Spendiamo prima e basta”, perché così potrebbe non essere, tant’è vero, com’è vero che con il PE Matera-Treviso con il bando Val Basento, con bandi aperti i soldi residui sono lì.

Quindi siamo ad un’altra questione e ad un’altra dinamica e cioè quali politiche industriali mettiamo in campo cioè non cervelloticamente secondo le nostre legittime missioni, ma sulla base di come si sta muovendo il mondo e di come si muove il paese e quali strumenti mettiamo in campo, in termini incentivi nel disegno di legge sulla competitività che avete e il documento sulla ricerca, discutibile, migliorabile e perciò è stato distribuito per tempo alle forze sociali, ai consiglieri tutti. Per questo forse sarebbe auspicabile anche nelle piazze dei nostri paesi dove si fanno le feste, dove si fanno le iniziative o con le associazioni di categorie, con i sindacati avere un confronto, un dibattito pubblico al fine di migliorare questi disegni di legge e queste proposte perché non è della maggioranza o dell’opposizione il tema, è della società e dei cittadini.

Poi quando come certamente vi saranno opinioni differenti, qualcuno si assumerà la responsabilità di fare una scelta e quando si vota si traggono le risultanze e devo dire onestamente, oggettivamente, è l’unica notazione politica che mi consento, è che con un vento che spirava molto in favore della coalizione che ha vinto ad aprile scorso, in Basilicata le forze che sono in questo Consiglio Regionale e che sostengono questo Governo regionale hanno avuto un risultato notevole. Lo si può e lo si vuole addebitare a politiche clientelari, lo si vuole addebitare ad una relazione sbagliata tra politica e spesa pubblica e consenso, io non nego che problemi di questo tipo ci sono dappertutto. Dico che però sarebbe ingiusto e ingeneroso anche parlavo nel suo complesso ridurre unicamente a ciò perché c’è una dialettica e c’è un’attivazione del dibattito che basta prendere gli atti di questo Consiglio in una sede di accertamento e in una sede di bilancio, ha portato sempre ad una interlocuzione e a dei miglioramenti, per cui discuteremo in autunno e a settembre dei provvedimenti sulla competitività, il disegno sugli industriali, il piano turistico regionale e parlo ovviamente per le cose che in questo caso riguardano più il mio dipartimento e vi sono altri provvedimenti come quello dell’agricoltura in Consiglio e lì ci misureremo su queste cose e ci misureremo anche sulle modalità con le quali possiamo sostenere la nuova imprenditorialità, su come le imprese hanno bisogno non solo di incentivi economici, ma hanno bisogno di aiuto e assistenza per le tecnologie. Sono discussioni tutte aperte che possiamo sicuramente fare. Nello specifico di alcune cose che sono state sollevate vediamo nel prosieguo della seduta quali di queste cose specificatamente possono essere modificate e quali debbano essere modificate, quali devono essere ritirate oltre quelli che abbiamo detto, quelle sulle stoppie e quelle sulla cittadinanza solidale. Non c’è alcuna chiusura e anche io come Pagliuca non so e questo lo dico a nome della Giunta e a nome della maggioranza. Se serve, non serve, è preferibile un Governo istituzionale e se invece è preferibile una battaglia per l’alternanza, io personalmente sono molto per la dinamica Governo-opposizione e per l’alternanza, il che non significa che non ci debba essere un confronto o una collaborazione su temi specifici, però francamente per quante difficoltà una maggioranza così ampia possa presentare, per quante ampie difficoltà possa presentare, non siamo ancora alla necessità di un Governo istituzionale e quindi difficilmente si potrebbe fare un Governo istituzionale sulla base di una difficoltà. Se la difficoltà è tale da non rendere governabile la Regione e non mi pare che sia proprio il caso, soprattutto se guardiamo in questi mesi ai provvedimenti adottati, la soluzione più semplice con l’attuale sistema elettorale, è quello di andare a nuove elezioni e di appellarsi ai cittadini e al popolo e non mi pare che siamo in questa condizione e mi pare che siamo di fronte ad una fase politica delicata che ha visto in campo il PD, che vede in campo il PDL e anche lì una discussione su come bisogna fare il PDL e io manifesterei un rispetto reciproco, c’è una lunga discussione e qui ci sono bio-opposizioni e ci sono forse che qui sono all’opposizione, ma sono anche all’opposizione del Governo, della PDL e si tratta di lavorare ad una ristrutturazione del campo di forze senza alcuna forzatura per il massimo rispetto per tutti sapendo che la politica è mediazione.

Quando la politica non è mediazione, qualcosa non  funziona, poi la mediazione è più alta e più bassa, a seconda delle esigenze che in quel momento vengono avanti. Quindi io credo che bisogna assolutamente avere un confronto serrato, rigoroso in un clima e in un confronto da alternanza, da possibile alternanza, perché questo ci consente di avere una migliore qualità legislativa e una migliore qualità degli atti di Governo, senza alcun problema e senza alcuni disagio e senza alcuna perplessità, perché siamo qui a rappresentare i cittadini, da postazioni diverse e dobbiamo farlo con questa logica di stile di servizi che anche oggi si è manifestato in questa Aula.

 

FOLINO

Se noi dobbiamo arrivare ad un confronto anche appassionato, dove fuori da questa Aula può sembrare che c’è chi è sensibile a certe questioni e chi è insensibile, non facciamo una cosa buona ed educativa. Allora, il tema posto dal Consigliere Ruggiero, mi pare che trova nel Presidente e quindi nel governo regionale una totale e completa adesione, la discussione sta su un altro binario e cioè se insieme a questo caso che  è stato evidenziato e che può ripetersi domani, vi sono anche tanti altri casi di patologie rare che devono tutte poter essere risolte con un minimo di buon senso anche considerato che la spesa sanitaria come sappiamo, ogni anno un po’ lievita. Quindi più che fare il ragionamento che sta venendo fuori, anziché procedere ogni volta con una singola nomina per un particolare caso, la Giunta, il Presidente in questo caso, essendo assente l’Assessore alla Sanità, emana una direttiva, una circolare con la quale dà disposizione a tutti i Direttori Generali di agire nel particolare patologie, di patologie rare o direttamente o per evitare che qualcuno possa mal interpretare questa cosa, si potrebbe dire “Entro un limite di spesa” oppure con una richiesta di autorizzazione urgente da parte del dipartimento, cioè diamo una maggiore sistematicità perché sono emerse già diverse questioni  oltre che quella principe che è stata rimandata ad un approfondimento.

In questo senso, se votiamo, chi può essere contrario a votare per una cosa di questo tipo, però in effetti adottiamo una procedura legislativa nell’assestamento di bilancio che identifica un singolo aspetto e ne rimane fuori gli atti, allora la circolare che il Presidente si impegna ad emanare è una circolare che va oltre, meritoria anche la segnalazione appassionata ma che porta ad un provvedimento più organico che consente ad una persona che ha bisogno di un’altra cosa che oggi non sappiamo di aver la procedura , il medico e il Direttore Generale che risolve il problema. Questo è il senso della cosa. Chiederei di assumere e di accettare un impegno più grande e più certo e più organico rispetto alle patologie rare.

 

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