Una piccola iniziativa, ma dal grandissimo valore simbolico. Con queste parole l’assessore regionale alle Attività produttive, Vincenzo Folino, ha commentato l’intesa sottoscritta da Confcommercio, Confesercenti, produttori e Regione sul prezzo  bloccato del pane a Matera e sul territorio provinciale. L’iniziativa, alla quale ha aderito anche Federconsumatori, è stata  illustrata stamani, in una conferenza stampa svoltasi a Matera nella sede della Regione, dall’assessore Folino e dai presidenti di Confcommercio e Confesercenti, Angelo Tortorelli e Gianni Schiuma. In sostanza da oggi fino al 31 dicembre il prezzo del pane non subirà alcun aumento e resterà fermo tra 1,20 euro e 2,20 euro al chilo. “Un prezzo molto al di di sotto della media nazionale che oscilla tra 3 e 3,20 euro al chilo e molto al di sotto anche del pane industriale che va da 2,40 a 2,60 euro al chilo. Insomma, comprare il pane di Matera significa acquistare un prodotto più conveniente, più sano e anche più buono”, hanno detto i  rappresentanti di Concommercio e Confesercenti. Tortorelli e  Schiuma, inoltre, hanno ringraziato il Dipartimento regionale alle  Attività produttive che si è fatto promotore dell’intesa attraverso il tavolo di monitoraggio dei prezzi. All’iniziativa hanno aderito 24 forni (tutti quelli presenti a  Matera città e quasi tutti tra quelli presenti in provincia) a cui si aggiungono le rivendite (supermercati, minimarket e così via) andando a coprire circa l’80 percento della distribuzione. I punti vendita che hanno aderito all'iniziativa esporranno un  adesivo con la dicitura "Pane a prezzo bloccato”. Inoltre, il pane verrà distribuito in originali confezioni. Nel ringraziare le associazioni ed i panificatori per aver accolto la proposta del Tavolo di monitoraggio, l’assessore Folino ha  affermato che questa iniziativa riguarda per ora un solo prodotto, un periodo ristretto, fino a dicembre, e uno spazio limitato, il territorio della provincia di Matera. “Eppure – ha aggiunto Folino –ha un enorme valore simbolico perchè l’auspicio è quello di allargare il prezzo bloccato a tutta la regione ed a altri prodotti. Oggi i consumatori sono in difficoltà e un pensionato che vive con soli 500 euro al mese è costretto a comprare poco e male. Quello di oggi è il primo segnale concreto di un’azione di solidarietà rivolta  a ripensare i modelli di consumo, di produzione e di distribuzione  in particolar modo per quel che riguarda i prodotti lucani, nel settore caseario o in quello della carne o dei salumi. Da qui è  possibile ripartire per stringere un patto tra produttori, commercianti e consumatori in cui ognuno possa trarre il proprio beneficio per poi arrivare alla riorganizzazione delle reti logistiche. Stessa cosa vale per l’ortofrutta dove la situazione della distribuzione è un po’ più complicata”. Folino, a tal proposito ha lanciato una proposta agli amministratori comunali dei centri urbani più grandi: “Allestire, d’intesa con le associazioni ed i produttori, spazi ben regolamentati dove i produttori possano vendere i loro prodotti senza, ovviamente, alterare il principio della libera concorrenza. Dal suo canto la Regione, per quel che riguarda la riorganizzazione delle reti logistiche, potrà orientare una parte dei fondi comunitari al fine di sostenere ancora di più le esigenze dei consumatori lucani”.

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