“Il grido d’allarme sulla situazione delle imprese artigiane lanciato ieri dal consigliere regionale, Franco Mattia, e dal direttore della Cna, Leonardo Montemurro, a seguito dei dati congiunturali semestrali di Unioncamere merita una riflessione più approfondita. Soprattutto alla luce dei dati strutturali in possesso della Regione e non di analisi legate al breve periodo”.

Lo afferma l’assessore regionale alle Attività produttive, Vincenzo Folino, per il quale, “i numeri riportati nel comunicato stampa di Mattia si scontrano con i dati ufficiali riguardanti l’artigianato e pubblicati on-line da Movimprese”. Infatti, il dato riporta un saldo negativo di -37 aziende nel 2006 e di + 45 al 2° trimestre del 2007. E comunque la differenza delle imprese attive nel periodo considerato è di -164 e non di -534 come riportato dal Consigliere regionale Mattia nel suo comunicato stampa.

“Tuttavia – aggiunge Folino - non si vogliono sottovalutare le criticità che il settore sta vivendo, in particolare le piccole imprese, e sulle quali la Regione sta intervenendo in modo più serrato di concerto con le associazioni di categoria con le quali intendiamo mettere a punto strumenti di sostegno efficaci. In questa direzione stiamo già calendarizzando una serie di incontri”.

Folino ritiene “positive le attività di studio che Unioncamere realizza con il contributo della Regione per disegnare le dinamiche di sviluppo del settore”. Ma rileva anche la necessità di “considerare separatamente le due indagini congiunturali riferite all’artigianato e al commercio”. Nel primo caso sarebbe utile conoscere la metodologia dello studio, qual è il campione e come è stato individuato.

Più che parlare di crisi per l’assessore Folino sarebbe più utile parlare di “inversione di tendenza perché l’indagine si riferisce a un periodo ristretto (2 trimestri). Non è una differenza di poco conto se si considera che questa inversione riguarda tutti i settori produttivi”. Folino invita a un’analisi più approfondita dell’indagine. “Se si leggono i dati statistici con una lente d’ingrandimento, infatti, notiamo che a fronte di criticità strutturali che riguardano le più piccole imprese, ci sono interessanti dati positivi per chi assume una dimensione appena più grande. La dimensione delle imprese è un fattore importantissimo perché può condizionare gli investimenti e, di conseguenza, i risultati. Ecco perché – continua Folino - occorre promuovere forme di crescita dimensionale, anche tramite opportuni strumenti di associazionismo, per superare le strozzature del circuito della sub fornitura. E allora occorrono incentivi mirati, serve una nuova cultura di impresa, che spezzi le catene di un modello di governance delle piccole imprese e delle imprese artigiane, di tipo padronale. Servono mercati di riferimento più ampi e azioni di sostegno all’internazionalizzazione commerciale. Tutte azioni che richiedono tempo e sulle quali la Regione intende svolgere appieno il suo ruolo attraverso un percorso virtuoso che deve vedere protagonista anche il sistema associativo, come, ad esempio, i Consorzi Fidi. E’ su questi temi – conclude l’assessore – che intendiamo confrontarci nei prossimi giorni”.

Da Twitter