Auguri alla Basilicata: "Terra di confine" del Sud che non si arrende

Quarant’anni e non li dimostra. Il 7 giugno del 1970 veniva eletto per la prima volta il Consiglio regionale della Basilicata. Ma la nascita dell’istituzione che ha segnato la nostra storia recente, non fu cosa facile: la legge con i primi provvedimenti finanziari per l’attuazione delle Regioni a statuto ordinario e la delega legislativa al Governo per il trasferimento delle funzioni amministrative e del personale statale era stata emanata solo poche settimane prima, il 16 maggio, ed era il frutto di un difficile compromesso fra le forze politiche. Così come la legge elettorale approvata in precedenza.

Tornano alla mente le date che segnarono l’inizio dell’attività della nuova istituzione: l’8 luglio Salvatore Peragine fu eletto presidente del Consiglio regionale; il 14 ottobre Vincenzo Verrastro formò il primo governo regionale; il 6 dicembre 1970 in una seduta solenne svolta nel teatro “Due Torri” di Potenza fu approvato lo Statuto della nostra Regione.

Il compito che ci attende, oggi, mentre ci accingiamo a celebrare i quarant’anni della Regione, è di ripensare alla nostra storia recente con l’ambizione di trovare nella vicenda collettiva di un popolo le ragioni per consolidare la democrazia regionale, per rendere moderno e attuale il patto fondativo che la Regione ha scritto nel 1970. Una Regione giovane eppure antica, come mostrano i due nomi, Basilicata e Lucania, che raccontano quanto solide sono le nostre radici, e quanto diversi e travagliati sono stati i percorsi che nel corso del tempo hanno più volte riscritto i nostri confini.

La vocazione di questa piccola Regione del Sud, eternamente sospesa fra la volontà di crescere e di affermarsi, e la necessità di difendersi con le proprie forze da tanti eventi che hanno messo a rischio la sua stessa sopravvivenza, è sempre stata quella di una “terra di confine”, crocevia di culture e di esperienze differenti, luogo dove si è manifestato un Sud a tratti diverso, che ha saputo portare sulle proprie spalle grandi responsabilità.

Ed è proprio grazie all’istituzione della Regione che in questi ultimi quarant’anni il nostro essere “terra di confine” ha assunto un significato particolare. Sono stati quarant’anni di trasformazioni profonde, aperti con l’epilogo della grande emigrazione e conclusi con il sempre attuale tema della migrazione e dell’immigrazione. Sono stati gli anni dello sviluppo industriale e delle crisi, dell’urbanizzazione e della modernizzazione della società lucana, delle infrastrutture e della crescita, dei grandi negoziati sull’uso delle risorse naturali. Fino agli effetti devastanti delle crisi finanziarie e produttive dell’ultimo periodo.

Ma sono stati soprattutto gli anni del terremoto dell’80 e della battaglia civile di Scanzano, due eventi così lontani nel tempo e così diversi, che hanno però messo in evidenza la stessa capacità di un popolo di fare ricorso alle sue virtù più profonde: la coesione sociale, l’identità e la memoria.

Nel mondo di oggi, attraversato da cambiamenti così tumultuosi, le nostre comunità e le nostre istituzioni hanno il dovere di non disperdere questo patrimonio, riscrivendo sulla base di questi valori il nuovo patto fondativo della Basilicata del futuro. La nostra Regione ancora una volta potrà farcela se saprà coniugare diritti, responsabilità e solidarietà, valorizzando le proprie risorse umane, sociali, culturali, ambientali e produttive. Puntando sui giovani e sul valore della differenza di genere, accettando le sfide dell’innovazione per rendere più moderna la nostra democrazia. E costruendo una “rete” sempre più ampia dei lucani – ovunque si trovino – per far crescere la comunicazione e le relazioni fra le tante “Basilicate” presenti nel mondo.

L’augurio che formulo a tutti i lucani, anche a nome del Consiglio regionale, è di riuscire a realizzare questi obiettivi. Con la consapevolezza di una piccola ed orgogliosa comunità di persone, che ha superato tante prove difficili e che può farsi spazio con grande tenacia nell’Italia e nell’Europa di oggi.

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