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Folino 26

“Il popolo sa bene come in questi anni è stato gestito il denaro pubblico in Basilicata, come stanno assumendo al San Carlo e all’Arpab”. E poi quel gioco dei quattro cantoni...

“Il Pd prono a Renzi, i lucani gliela far anno pagare”

Folino lancia la volata a Leu nell’ultima settimana di campagna elettorale: basta con la pessima etica della politica dei Pittella e dei De Luca


di MARA RISOLA

POTENZA- Parola chiave: cambiamento. Dalle politiche 2018, alle europee 2019, per passare attraverso le prossime elezioni regionali di Basilicata. Cambiamento che significa un nuovo progetto che, dopo il 4 marzo, spalanchi davvero le porte ad un’intesa tra tutte quelle forze che hanno a cuore uguaglianza e diritti dei cittadini. Istruzione, lavoro, sicurezza, sanità. Vento di rinnovamento che in Basilicata significa rimettere al centro le politiche della persona contro quelle a favore dei poteri forti dei partiti (“il sistema dei feudatari lo- cali del Pd”) o contro gli interessi di politici in cerca di posti al sole (“sul petro- lio non hanno avuto la forza di contrastare il governo”). E poi c’è la destra “ruvida, nordista e anti sistema, un partito che fino a qualche mese si chiamava Lega Nord”. Sono questi i temi che il deputato di Liberi e Uguali, Vincenzo Fo- lino, candidato capolista al proporzionale Senato per il partito di Grasso, pone all’attenzione dei cittadini in vista del 4 marzo. Ed è direttamente ai lucani che l’onorevole si rivolge. “Il popolo lucano sa bene come in questi anni siano stati gestiti denaro e funzione pubblica e come le assunzioni interinali o i bandi siano stati fatti a poche settimane dalle elezioni”. Ma Folino si rivolge anche agli ex compagni di partito, i democratici del Pd. “Il popolo lucano giudica male questo gioco dei quattro cantoni per il quale Vice- conte che era il capo di Forza Italia adesso è candida- to con il Pd e Benedetto, che era l’assessore di Pittella, è ora candidato con il centrodestra”. Non risparmia critiche nei confronti del suo partito il parlamentare Leu ma allo stesso tempo chiama alla responsabilità quanti dal Pd hanno a cuore gli interessi dell’Italia e della Basilicata contro l’avanzata della coalizione di centro destra.

La campagna elettorale di Leu a differenza di quella degli altri partiti sembra viaggiare un po’ sotto tono. Scontate il carattere mite del vostro leader Grasso o è solo una sensazione?

“Penso che in questo momento un atteggiamento baldanzoso irriti ancora di più i cittadini. La coda finale dell’inciucio Renzi- Berlusconi, attraverso l’utilizzo del sistema mediatico di giornali e televisioni, sta giungendo alla fine. Stanno provando a silenziare Leu, così come se la danno a colpi di secchi di spazzatura tra Pd e 5 stelle. E’ nel sistema mediatico che Leu non è stato molto presente. Al contrario abbiamo fatto una campagna in tutta Italia e anche in Basilicata tra la gente”.

Come avvertite la disaffezione della gente nei confronti della sinistra?
Come si spiega l’interesse che la Lega suscita anche tra i cittadini lucani?

“E’ colpa del Partito democratico nazionale ma anche regionale. Troppa superficialità a partire dalla questione dell’immigrazione. Aver scelto un sistema di accoglienza che ha favorito piccoli business, aver creato una situa- zione in cui l’immigrato fa da specchio alla crisi economica e sociale del paese. C’è un problema che attiene alla sicurezza e alla percezione della insicurezza, tutto questo spinge i ceti popolari a votare Lega sbagliando, perché votano un partito che fino a tre mesi fa si chiamava Lega Nord, contro i meridionali, fatto di puro egoismo padano”.

A proposito di Pd lucano, come ha visto il ritorno di Gianni Pittella in Basilicata?

“Come la dimostrazione di una grande difficoltà che vive il Pd, per cui ricorrono alla risorsa estrema. Vedo Pittella un po’ sotto- tono, chiuso nel merito. Il suo silenzio in merito alla mia proposta sul tema petrolio e sviluppo la dice lunga. Se avessero voluto semplicemente affrontare con me la discussione sul petrolio quando mi sono autosospeso per lo Sblocca Italia, forse oggi non saremmo ad un punto di caduta così forte. E’ un punto di caduta del loro consenso ma lo è anche per l’economica della Basilicata perché è stata sbagliata l’impostazione, sono state utilizzate le royalties per drogare la spesa pubblica”.

Hanno eseguito le volontà di Renzi...

“Se Renzi avesse avuto la bontà di ascoltare un modestissimo deputato di provincia e alcune migliaia di cittadini, avrebbe capito che qualunque riformismo passa attraverso il consenso, non attraverso la presunzione che tutto ciò che lui diceva era fatto bene. Poi abbiamo visto come non è stato, così con il Jobs Act, con la Buona Scuola e le politiche sbagliate sul rilancio dell’economia e sulle banche. Se Renzi avesse avuto la capacità di discutere, il Pd non sarebbe arrivato a questo punto. Io sono stato la ’ciliegina sulla torta’ di un partito che oramai non voleva più discutere. Mi dispiace che il gruppo dirigente lucano, che è sempre stato autonomo da tempi anti- chi, questa volta sia stato totalmente prono e i lucani gliela faranno pagare e anche caramente”.

E invece che opinione si è fatto della vicenda M5stelle e dell’espulsione di Salvatore Caiata?

“Le incongruenze del Rosatellum e le regole del M5s hanno prodotto delle contraddizioni enormi. Che una persona sia indagata dovrebbe essere una circostanza valutata con assoluto garantismo per- ché ci sono gli organi giudiziari preposti a giudicare le persone. Non mi sentirei di escludere una persona perché ha un avviso di garanzia. Il problema è un altro. Se ci fosse stata la possibilità per gli elettori di scegliere il candidato allora ciascuno avrebbe potuto decidere di non votare quella persona. Ma le liste sono bloccate. Poi arriva Di Maio e dice “io caccio Caiata” ma intanto è in posizione eleggibile così come gli altri, quindi avremo una pattuglia di parlamentari che saranno sicuramente eletti apolidi. Il vecchio volpone di Berlusconi ha già spalancato le braccia, con queste re- gole private rigide i 5 stelle, in combinato disposto con il Rosatellum, aiutano Berlusconi”.

Se il Pd dovesse subire un forte calo di consensi e venisse messa in discussione la leadership di Renzi, con Renzi fuori dal Pd, Folino, Speranza e Bubbico potrebbero pensare a un rientro in quella casa?

“Sono cose premature, penso che il cambiamento che produrrà il voto del 4 marzo sarà così profondo da spazzar via tutte le congetture odierne. Attenzione che il popolo ha ben chiare le vicende che hanno portato a questo stato di cose. Il popolo sa bene come in questi anni è sta- to gestito il denaro e la funzione pubblica in Basilicata, il popolo lo vede che ci sono gli assunti al San Carlo attraverso società esterne a poche settimane dalle elezioni, che si fa una se- lezione all’Arpab attraverso gli interinali, che si lanciano i concorsi per gli Oss prima del voto, come pure i decreti per il rilancio dell’economia. Il popolo lucano giudica male questo gioco dei quattro cantoni per il quale Viceconte che era il capo di Forza Italia adesso è candidato con il Pd e Benedetto che era l’assessore di Pittella, è candidato con il centrodestra. Con tutto il rispetto per Caiata, che è stata una per- sona che ha ridato entusiasmo ai cittadini di Potenza, in questa condizione il popolo lo sa che Caiata non si sa più chi sia, che cosa rappresenterà. Ecco perché io penso che i cittadini del Potentino nel collegio Potenza-Lauria, quello ritoccato e forzato, hanno la possibilità di votare per Speranza. Speranza come anche Folino e Bubbico ricominciano da capo, in questo momento io penso che i migliori candidati siano i nostri. Anche la nostra candidata sull’uninominale Senato, Cristiana Coviello, che viene da una famiglia cattolico-popolare- democristiana, che ha sempre lottato per la difesa delle donne. Rappresenta il segnale che non siamo un aggregato di combattenti e reduci e che questa è la casa nella quale tante persone possono trovare accoglienza per tornare a rifare politica”.

Perché i cittadini di Potenza dovrebbero votare per Speranza che appoggia il centro destra al Comune?

“La storia dice che a Po- tenza ha vinto De Luca appoggiato da Fratelli d’Italia contro Cannizzaro, che c’è stata l’anatra zoppa e un dissesto che francamente si poteva evitare.
Ma a sostegno di De Luca c’è andato tutto il Pd, non solo quelli che fanno riferimento a Speranza. Lo hanno sostenuto per un dovere verso la città, per non abbandonarla al commissariamento e la responsabilità è del Pd. Poi è accaduta la scissione. Dopo il voto risolveremo la questione. Il Pd lancia proclami ma non passa ai fatti, vogliono il rimpasto. Noi aspetteremo le mosse del Pd e del sindaco ma dopo il 4 marzo avremo un nuovo scenario con cui fare i conti”.

Margiotta dice che alle regionali candideranno Marcello Pittella e che voi alla fine sarete con loro e che Folino sbaglia perché attaccando il Pd regala voti a Salvini...

“Il voto ai populisti lo producono atteggiamenti sbagliati, ovvero la pessima etica della politica di Renzi, dei De Luca e dei Pittella. Non certo Leu. Mi dispiace per Margiotta, è duro per lui dover prendere atto di come i cittadini vedano Folino. E’ vero sono stato una parte fondamentale del centro-sinistra ma a differenza loro, che hanno preferito sempre mediare su tutto per i propri interessi politici, io mi sono alzato dal posto di assessore regionale 10 anni fa dicendo che così non si poteva affrontare la crisi industriale. Io sono la persona che ha detto che non si poteva fare la moratoria insieme al memorandum e abbandonare la difesa della Basilicata sul petrolio. Io sono la persona che si è alzata contro Renzi quando Renzi aveva il 41%. Non ho esitato a mettere in discussione tutte le mie possibilità per la mia coscienza ,per il mio onore, per la mia storia ma soprattutto per la difesa della Basilicata”.

Quindi nessun sostegno a Pittella?

Bubbico è stato il presidente del computer in ogni casa, ha avviato gli screening oncologici, ha portato 435 milioni di premialità a questa regione, ha vinto la battaglia di Scanzano, ha fatto gli accordi sul Petrolio con lo Stato poi non attuati e poi addirittura messi sotto i piedi, l’accordo con l’acqua sulla Pu- glia. Dopo Bubbico le cose sono andate diversamente. Il post voto confermerà quanto sia necessario mettere Leu al centro di una nuova coalizione. Non escludiamo il Pd all’interno di quella che sarà la coalizione del cambiamento, ma temiamo che il Pd non abbia la capacità di mette- re in discussione le proprie scelte. Serve un progetto nuovo e noi non lo faremo nelle stanze dei palazzi ma in giro nei territori tra la gente e soggetti sociali”.

La vicenda dell’esclusione di Barozzino dalle liste, siete ancora separati in casa?

“E’ una questione figlia del Rosatellum, non ci consente di scegliere candidati, le esigenze politiche sono più forti e come avete visto Sinistra Italiana partecipa alla campagna elettorale con noi, è un soggetto fondamentale e lo sarà anche all’interno del partito che costruiremo dopo il 5 marzo”.

A livello locale, ma anche nazionale, le malelingue vi accusano di aver messo in piedi un nuovo soggetto politico e allo stesso tempo di rappresentare una sinistra satellite del Pd, un modo per misuravi e poi tornare al tavolo con un peso specifico più forte. E’ così?

“Assolutamente no. Il Pd ha sbagliato totalmente le proprie politiche, ha inseguito la destra e ha ridato fiato a Berlusconi, ha sbagliato utilizzando una gestione interna poco democratica. Un gruppo di co- mando a Roma con territori appaltati ai singoli feudatari come in Basilicata. Il 5 marzo ci saranno sorprese molto spiacevoli. Ho rilevato in giro il ritorno in campo di tante personalità progressiste e modera- te che si sono sentite emarginate nel decennio del Pd. Persone che pensano che Leu sia l’unica casa aperta”.

Non è che così facendo eroderete voti al Pd e non alla destra?

“Vogliamo innalzare la bandiera dalla sinistra, dei diritti fondamentali, come dice papà Francesco. Certamente la nostra proposta raccoglierà tanti consensi, soprattutto da parte dei cittadini che non vogliono andare a votare. Io penso che si profilerà un governo del cambiamento contro una destra egoista, ruvida e nordista. Leu avrà un risultato adeguato, penso che i 5 stelle dovranno assumersi la responsabilità di proporre un progetto di cambiamento e di non scherzare più con le parole. E penso che come qualcuno nel Pd comincia a dire, anche il Pd debba aprirsi a questo progetto e piantarla con la sua arroganza, con la strafottenza di Renzi e dei Pittella. Anche il Pd deve prendersi la responsabilità di tornare ad un sistema di valori che siano di centro-sinistra e non fare politiche della destra. Questo avrà un riflesso anche in Basilicata. Un governo del cambiamento tra le forze che mettono al centro l’uguaglianza”. 

Siete pronti ad un governo con i 5 stelle, anche se Di Maio ha già intasca la sua squadra di governo sulla quale non ammette intromissioni?

“Siamo i difensori dalla Costituzione, i cittadini italiani sapranno giudicare e vedere le differenze e anche per questi fatti sceglieranno di dare un voto a Leu. Purtroppo il sistema elettorale del Rosatellum è totalmente sbagliato e non fa scegliere gli elettori. Noi abbiamo un solo obiettivo, rimettere al centro i diritti fondamentali per far ripartire il Paese. Trattasi di un governo di cambiamento o di un go- verno del presidente di altissima qualità, Leu metterà i suoi carichi da 90 sul tavolo. Possiamo appoggiare solo governi che hanno questo intendo, far ripartire il Paese rimettendo al centro la persona, la fami glia. Pronti ad appoggiare un governo che assuma i punti programmatici di Leu”.

Anche un governo M5s, Pd, +Europa e Leu? Ieri si parlava di un contratto con la sinistra alla tedesca per i 5 stelle...

“Contro Berlusconi e le destre nordiste, ruvide e anti sistema bisogna che ciascuno si prenda le sue responsabilità. Ma sono questioni che affronteremo dopo il voto”.

Che sensazione le fa vedere un Paese che fa risorgere Berlusconi e che, come in un gioca dell’oca, potrebbe tornare a 25 anni fa?

“Secondo me non tornerà, il centro-destra si spaccherà dopo il voto perché dietro la Lega c’è una spinta più forte di Forza Italia”.

Non pensa che Pd e Forza Italia invece si troveranno insieme per l’ennesimo governo delle larghe intese?

“Il tentativo è questo, si capisce da quando hanno fatto il patto Nazareno, ma penso anche che queste due forze non avranno i numeri”.

Torneremo al voto se dovesse verificarsi uno stallo senza maggioranza?

“La soluzione spetta al presidente della Repubblica, il teatro mediatico non serve. C’è la Costituzione. Se dovesse verificarsi lo stallo allora sarà il momento per ritornare ciascuno ai propri valori. Abbiamo una destra aggressiva egoista e nordista, le altre forze hanno molti punti in comune e devono provare a costruire un governo del cambiamento contro la destra. Non vedo un futuro politico per Renzi ma per il centro sinistra e i suoi valori sì”.

E le grande coalizione stile Spd-Cdu? 

“Attenzione a quello che c’è dietro alla grande coalizione tedesca, dominata dai popolari. Gli stessi popolari europei incapaci di affrontare i problemi dell’Europa. Tanto è vero che anche in quei Paesi si afferma una destra xenofoba. Se le grandi coalizioni sono il meccanismo per difendere il sistema dei finanzieri e banchieri d’Europa, io dico no. Penso al contrario ad un governo di cambiamento che possa essere un segnale per gli altri Paesi. Facciamo rivivere l’Europa dei popoli. Le destre non hanno futuro se i governi fanno il loro dovere verso i cittadini, annullando le disparità. Assicurando l’uguaglianza”.