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Il tema delle riforme istituzionali torna prepotentemente al centro della scena politica. Al di la dell'esito del voto sulle mozioni, alla Camera e al Senato, ed al netto delle numerose contraddizioni presenti (riforme, a partire da quella elettorale, più volte annunciate e mai fatte, con conseguente caduta della credibilità della politica nel suo complesso), riemerge con forza il tema del funzionamento dello Stato e dei suoi apparati, e di una politica che sia "concludente", cioè che sappia decidere come indirizzare le politiche pubbliche, per tirare l'Italia fuori dal pantano della crisi. In una parola: una democrazia che funzioni.

Di questo si discute in Parlamento, su questo si interroga con preoccupazione la società italiana, che ha in gran parte smarrito la fiducia nella politica. Per questo, la discussione sulle riforme non può fermarsi alla pur legittima distinzione fra gli scenari futuri di lungo periodo (Semipresidenzialismo alla francese? Proporzionale puro? Superamento del bicameralismo? Senato delle Regioni e dei Comuni?) e la necessità di definire subito una "clausola di salvaguardia" che permetta in ogni caso di non tornare al voto con il Porcellum rispondendo allo stesso tempo ai rilievi della Suprema Corte.

Ciò che occorre nella discussione aperta oggi dal Parlamento sulle riforme è il coraggio dell'innovazione, è la capacità di promuovere scelte di forte rinnovamento, delle idee e dei metodi, innanzitutto. Rinnovamento e cambiamento sono state le parole del centrosinistra anche nella recente ed incompiuta vicenda politica nazionale. Ed oggi, dopo il turno delle elezioni ammnistrative, possiamo rilevare con soddisfazione che quelle parole, in Italia e in Basilicata, significano ancora molto per tanti cittadini. Perché è vero che il centrosinistra e il gruppo dirigente del Pd si sono in qualche modo "separati" dal proprio popolo nei giorni difficili ed estenuanti della formazione del governo. Ma non è vero il contrario, perché (è questo il dato essenziale delle elezioni amministrative, al netto del preoccupante calo della partecipazione) alla crisi di strategia del Pd, che si è manifestata in tutta la sua evidenza in questi mesi, corrisponde una grande forza che in condizioni difficili ci ha fatto vincere le amministrative. Un popolo che ci critica, che a volte ci guarda con sospetto, ma che non ha tagliato i ponti con noi, e che anche in Basilicata ha premiato la coerenza e chiede però trasparenza e linearità nei comportamenti dei dirigenti.

Questo popolo è la medicina del Pd e di un nuovo centrosinistra. E se sapremo parlare un linguaggio schietto di rinnovamento e di cambiamento potremo essere all'altezza delle sue aspettative. A Roma e a Potenza.

 

Vincenzo Folino

Deputato del Partito democratico

Roma, 29 maggio 2013

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