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Un’impressione che si è avuta talvolta anche in quest’Aula, e per questa ragione è più forte l’auspicio che nei prossimi anni proprio da quest’Aula, con il contributo di tutti, sia possibile rendere chiara all’opinione pubblica la dialettica delle posizioni. Abbiamo gli strumenti per farlo, a partire da quelli del sindacato ispettivo, che dobbiamo sforzarci di utilizzare in maniera sempre più oculata, per garantire ai consiglieri di poter esercitare pienamente la propria funzione di controllo ed al governo regionale di poter rispondere in maniera puntuale e in tempi certi. A questi strumenti si aggiungerà il question time, che è mia intenzione avviare in tempi brevi e che consentirà di svolgere in diretta televisiva, e quindi informando in tempo reale i cittadini, una serrata discussione su problemi di stringente attualità.

Nei mesi scorsi, a partire dal tema della revisione della legge elettorale, abbiamo riaperto la discussione sulle regole e sui principi da affermare per rendere la democrazia regionale più viva e capace di rispondere alle attese dei cittadini. Una discussione che auspico venga ripresa subito in quest’Aula, cui spetta il compito di ridefinire le regole fondanti del nuovo Statuto e della nuova legge elettorale, come ha ricordato tra gli altri, anche il consigliere Pagliuca.

Il tema della riscrittura dello Statuto regionale assume un valore che va ben al di là delle pur giuste esigenze di riorganizzazione dell’ente Regione a quarant’anni dalla sua istituzione e coinvolge direttamente i temi di fondo della democrazia, della partecipazione, del rapporto tra istituzioni e cittadini nell’epoca del federalismo fiscale. Una “democrazia delle alternative e dell’alternanza”, come abbiamo detto più volte, che esalti l’autonomia dei diversi soggetti e renda trasparente la dialettica fra le forze politiche. Una democrazia dove alle maggiori competenze ed ai maggiori poteri del governo regionale, frutto delle riforme costituzionali del 1999 e del 2001, nonché dalla recente normativa sul federalismo fiscale, corrispondano penetranti poteri di verifica e di controllo, supportati dalle necessarie dotazioni tecniche autonome, con uno specifico insieme di garanzie per le opposizioni di poter svolgere il proprio ruolo. E soprattutto dove venga rafforzata e ammodernata la funzione legislativa e di controllo esercitata da quest’Aula.

Come è noto non partiamo da zero. Il lavoro di analisi svolto nelle precedenti legislature costituisce una buona base di partenza per organizzare intorno ai valori di competitività e coesione, di efficienza e solidarietà le nuove regole dello Statuto regionale. Regole che la maggioranza e le opposizioni dovranno ridefinire insieme, indipendentemente dagli strumenti oprativi che il Consiglio vorrà darsi.

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