Il presidente del Consiglio regionale al convegno dell’associazione dei Lucani a Roma sul Risorgimento: “Oggi siamo pronti ad accettare l’irrinunciabile sfida del federalismo, ma servono infrastrutture, scuola e università”

“A 150 anni dall’unità d’Italia, il Risorgimento va riletto come una fase storica necessaria e importante, che generò tante aspettative non producendo però gli effetti sperati e lasciando alla Basilicata ed al Sud molti crediti non riscossi in termini di attese di progresso e sviluppo. Oggi, mentre ci sentiamo pronti ad accettare l’irrinunciabile sfida del federalismo, vogliamo affermare con chiarezza che non siamo più disposti a lasciare non riscossi tali crediti, e che quindi ci batteremo per assicurare a questa terra le infrastrutture materiali e immateriali che occorrono per il suo sviluppo, a partire dalle reti viarie e dal mantenimento di un efficace sistema scolastico e universitario”.

E’ questo il messaggio che il presidente del Consiglio regionale Vincenzo Folino ha portato ieri ai lucani di Roma, partecipando al convegno su “Il Risorgimento lucano: contesti, protagonisti, valori”, organizzato a Palazzo Barberini dal Centro Studi “Lucani nel Mondo” di Roma e dall’associazione dei Lucani a Roma “Giustino Fortunato”, con il contributo dell’assessorato alla Cultura della Regione Lazio, oltre che del Consiglio regionale lucano.

Nel corso del convegno è stato esaminato il contesto storico nel quale operarono protagonisti del pensiero rivoluzionario e unitario quali Lomonaco e Pagano, dal 1799 ai moti del 1821 e del 1848, prima di giungere all’insurrezione del 1860. E’ stata inoltre condotta un’analisi storico - politica sugli aspetti economici e sociali relativi alle comunità coinvolte. Su questa impostazione, tracciata nella sua introduzione dal presidente del circolo organizzatore, Antonio Pilieri e moderata da Francesco Sisinni, sono intervenuti lo scrittore Nunzio Campagna, gli storici Vittorio Prinzi e Tommaso Russo ed il professor Giampaolo D’Andrea, coordinatore scientifico del Comitato regionale per il 150° dell’unità d’Italia. Presenti all’iniziativa anche Mario Di Sanzo, Rosaria Vicino e Giuseppe Tancredi, sindaci di Montemurro, Corleto e Moliterno e rappresentanti delle principali comunità in cui il Risorgimento lucano si identifica attraverso l’opera e l’azione di Giacinto Albini, Pietro Lacava, Carmine Senise e Giacomo Racioppi.

“Queste celebrazioni – ha detto Folino – devono costituire un’occasione per svolgere una approfondita e seria analisi degli eventi storici del periodo risorgimentale. Occorre rileggere questi 150 anni con rinnovato senso critico, per richiamare il valore dell’unità d’Italia, ma anche per riflettere sulle opportunità e sui diritti che il nuovo assetto statale avrebbe dovuto garantire”.

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