Il presidente del Consiglio regionale commenta le nomine fatte ieri ed avanza una proposta: “siano solo consiglieri, gruppi consiliari ed associazioni a proporre le candidature”

“La volontà di partecipazione che si registra intorno alla vicenda delle nomine regionali è certamente apprezzabile, meno apprezzabile è la delusione che poi si determina e che produce un effetto negativo nel rapporto fra politica e società. Per questo rivolgo un interrogativo alle forze politiche: ha ancora un senso fare le nomine in questo modo o è il caso di cambiare la procedura?”.

Il presidente del Consiglio regionale, Vincenzo Folino, una proposta ce l’ha, e l’ha resa pubblica nella conferenza stampa convocata per commentare le nomine effettuate ieri sera con i poteri sostituivi: “Se vi sono tante istanze – ha affermato conversando con i giornalisti - l’autocandidatura può rivelarsi una beffa, perché a parità di requisiti non è prevista una procedura di confronto. In futuro credo che vada mantenuto il carattere pubblico della procedura, superando però l’autocandidatura e prevedendo che siano consiglieri, gruppi consiliari e realtà associative ad assumersi il compito di presentare le candidature e di fare sintesi, così come è richiesto a chi democraticamente riceve un mandato dai cittadini”.

Per rafforzare il suo ragionamento Folino ha richiamato i dati numerici essenziali di questa tornata di nomine: circa 4.500 istanze, prodotte da 800 persone (250 solo per i revisori), contro le 6.759 istanze del 2006, l’ultima tornata di nomine, quando i proponenti furono 1.755. Una diminuzione giustificata anche dal fatto che, “fatta eccezione per le nomine principali, non più di una decina e quasi tutte di competenza della Giunta – ha detto ancora Folino - la maggior parte delle altre non riguardano enti di gestione, ma organismi previsti da leggi e che quindi siamo obbligati a costituire, ma che si riuniscono pochissime volte. Organismi sulla cui utilità e composizione è giusto interrogarsi, proprio nel momento in cui, solo per fare un esempio, la Giunta dovrebbe tra l’altro ripresentare il ddl sulla governance in agricoltura e gli stessi meccanismi di partecipazione democratica saranno al centro del dibattito sul nuovo Statuto”.

Folino ha ringraziato infine “quanti in questi anni hanno fatto parte di organismi ed enti e non sono stati riconfermati”, ed ha augurato buon lavoro a quanti sono stati nominati in questa tornata di nomine. “Ho cercato di contemperare i requisiti di competenza ed esperienza richiesti con le indicazioni giunte dai gruppi consiliari”, ha detto poi Folino illustrando il metodo adottato per le nomine. E a chi gli ha chiesto lumi in particolare sulla nomina di Ercole Trerotola alla guida del Corecom, ha risposto “di aver preferito un avvocato per le sue competenze in materia di conciliazione, ma anche per il rispetto che si deve ad una cultura politica differente e lontana dalla mia”.

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