Il saluto del presidente del Consiglio regionale al convegno organizzato dall’Anci, dall’Upi e dalla Regione

“Riteniamo di dover esprimere ancora oggi la nostra gratitudine alle persone, alle associazioni, all’esercito, alle istituzioni regionali, agli enti locali alle organizzazioni sindacali che furono protagonisti di quello straordinario moto di solidarietà. Siamo lieti ed orgogliosi di vedere che oggi, a trent’anni di distanza, la macchina della solidarietà è progredita anche in Basilicata, dove la Protezione civile è una moderna ed efficiente rete di istituzioni ed associazioni che con il contributo di centinaia di cittadini portano aiuto ovunque ce ne sia bisogno. Come, appunto, tanti anni fa altri hanno fatto con noi”. Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale, Vincenzo Folino, aprendo i lavori del convegno in corso a Potenza su iniziativa dell’Anci, dell’Upi e della Regione per ricordare i 30 anni del terremoto del 23 novembre 1980.

“Il ricordo, la memoria, sono parte dell’identità dei lucani – ha aggiunto Folino -. Noi non abbiamo dimenticato un grande Pontefice, Giovanni Paolo II, ed un grande presidente della Repubblica, Sandro Pertini, che nelle ore più drammatiche dell’emergenza si recarono nell’area del cratere e svolsero un ruolo determinante per promuovere gli aiuti alle popolazioni colpite dal terremoto. In Italia non c’era ancora la Protezione civile, che è nata molto probabilmente proprio come risposta a quell’evento tanto drammatico, mentre da tutto il mondo veniva un moto di solidarietà che forse non ha avuto eguali nella storia recente”.

Folino ha poi parlato brevemente degli anni della ricostruzione, “un percorso nel quale lentamente, sia pure fra tante difficoltà e con tanti problemi, i Comuni lucani hanno lavorato per la ricostruzione ed hanno saputo riprendere nelle proprie mani il futuro delle comunità”. Ed ha fatto poi riferimento all’Università, “nata con lo scopo di offrire una riposta in termini di sviluppo e di crescita complessiva della società lucana dopo la tragedia del terremoto”, e che attraverso l’attività del Dipartimento di Ingegneria e Fisica dell’Ambiente si è specializzata proprio nello studio e nella ricerca sugli eventi sismici.

“Il terremoto ha prodotto anche ritardi e sprechi – ha concluso Folino - da ascrivere soprattutto ad una gestione estremamente centralizzata e burocratica degli interventi da parte dello Stato, soprattutto in materia di grandi infrastrutture e di industrializzazione. Ed anche sprechi e ritardi non vanno dimenticati. Anzi, dobbiamo trarne le giuste indicazioni per strutturare meglio la nostra attività politica e amministrativa. L’esperienza del terremoto ha messo in luce l’identità profonda di un popolo, la sua serietà e compostezza, il suo spirito di coesione, che costituiscono da sempre il carattere distintivo della nostra realtà regionale. Abbiamo dimostrato a noi stessi e agli altri che una tragedia come quella del 23 novembre 1980 si può superare. Abbiamo imparato insomma tante cose, che continueranno ad alimentare la memoria del popolo lucano e di cui la realtà amministrativa e politica regionale farà certamente tesoro”.

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