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Sabato 19 e domenica 20 marzo, Sinistra Italiana sarà con i propri banchetti nelle piazze italiane per sostenere la partecipazione al voto referendario del 17 aprile e per votare si ad un mare senza trivelle.
Anche in Basilicata Sinistra italiana sarà presente nelle piazze di alcuni comuni e a Potenza, in Piazza M. Pagano, sabato e domenica dalle ore 17 alle 20:30.
In riferimento alle polemiche delle ultime ore e al fatto che il Pd per bocca dei vice segretari Guerini e Serracchiani, invita all’astensione, liquidando come inutile la consultazione popolare, Sinistra Italiana ribadisce che il referendum poteva essere evitato se il governo e la maggioranza avessero approvato l’ emendamento proposto dal Gruppo parlamentare di Sinistra Italiana a firma dei deputati lucani Folino e Placido, finalizzato all’apposizione di un termine per le concessioni già operanti in mare entro le 12 miglia dalla costa. La scelta del Pd e del governo di non approvare tale modifica, il mancato accorpamento con le elezioni amministrative (come il Pd chiedeva nel 2011 al governo Berlusconi) e la decisione di tenere il referendum alla prima data utile, risulta indicativa della cultura democratica di Renzi, che vuole tra l’altro vanificare in questi giorni l’esito del referendum sull’acqua pubblica, che vide la vittoria del si nel giugno 2011. Anche questa circostanza indica la volontà del ‘rottamatore’ di sfruttare la già scarsa partecipazione al voto degli italiani (che giustamente perdono ogni giorno fiducia rispetto ad una politica inefficace alla risoluzione dei problemi e sempre pronta, invece, alla comunicazione e ad imbrogliare i cittadini), per sommare alla consistente e perdurante astensione un po’ di voto Pd e per dichiarare che ha vinto contro le associazioni, i movimenti e la gran parte dell’opinione pubblica italiana, in realtà molto sensibile ai problemi ambientali.
Lo scopo del governo e del Pd è quello di ridare una spinta alle estrazioni e mano libera alle compagnie petrolifere, anche in terraferma, attuando concretamente lo Sblocca Italia, che pure risultava frenato dal Comma 1 bis dell’articolo 38, ora soppresso per evitare il relativo quesito referendario che la Corte Costituzionale non ha riammesso sulla base di questioni di forma e non di merito.
Sinistra Italiana di Basilicata rivolge un appello a tutti i cittadini lucani a partecipare al voto, poiché in Basilicata ci sono altri cinque buoni motivi per votare si al referendum sulle trivelle in mare:
1 - perché non siamo “quattro comitatini”, siamo il popolo lucano. E vogliamo far comprendere a Renzi che non può espropriare il nostro territorio e il nostro futuro.
2 - perché lo Sblocca Italia lascia un potere enorme alle compagnie petrolifere: con i "Titoli Unici" e la convertibilità reciproca dei permessi di ricerca e coltivazione, la Basilicata diventerà una gruviera, un immenso pozzo petrolifero, contro la sua natura, contro la sua storia, contro le sue comunità. Votare si significa dire chiaramente che bisogna mettere un limite a questa attività.
3 - perché si reintroduca la previsione di un piano delle aree, che riduca la possibilità di ricerca ed estrazioni alle sole aree già interessate e si ridiscuta delle estrazioni già previste nel segno della compatibilità, della sostenibilità, della sicurezza, della salute, con la garanzia di percorsi e metodiche di valutazione trasparenti, con l'ausilio di strutture pubbliche e comitati scientifici ed accademici indipendenti, con un controllo democratico delle comunità mediante tavoli della trasparenza sulle attività estrattive e sui procedimenti connessi.
4 - perché la Regione riapra la discussione sull’uso delle royalties con le amministrazioni e le comunità locali, per evitare che l'uso discrezionale delle risorse pubbliche nate per compensazioni ambientali ed economiche continui ad essere strumento di distorsione della funzione di governo e radice di dipendenza ed assuefazione economica e sociale delle imprese, dei lavoratori e delle famiglie lucane.
5 - perché si ridefinisca attraverso una nuova intesa istituzionale tra il Governo e la Regione Basilicata tutta la materia economica, finanziaria e fiscale inerente le attività estrattive già esistenti, nel quadro di un progetto di sviluppo economico e infrastrutturale che consideri adeguatamente la Basilicata nell'ambito di un programma di ripresa e crescita dell'intero Mezzogiorno. 

 

 

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